[Mario Plazio]
Le grandi kermesse non sono certamente il luogo ideale nel quale degustare vini. Avendo avuto modo di frequentare in lungo e in largo un po’ tutto quello che riguarda il vino, ho da una parte una certa avversione all’affollamento, e dall’altra penso che sia sempre più difficile riuscire a capire qualcosa in mezzo al caos più totale. Forse sono io che sono vecchio, rincitrullito e con i riflessi appannati. Anche per gli stessi produttori, credo sia uno dei peggiori modi di farsi conoscere e di presentare il lavoro delle proprie fatiche.
Fatte queste premesse, è possibile, organizzando i propri assaggi con grande rigore, trarre delle indicazioni su un territorio o su una nuova annata che viene presentata al pubblico. La presentazione della guida Slow Wine 2013, al Salone del Gusto di Torino, è stata per me una opportunità per avvicinarmi ad alcune denominazioni e di provare, un po’ qua e un po’ la, bottiglie che mi incuriosivano.
Tra gli assaggi dei vini in degustazione vorrei segnalare alcuni vini che mi hanno colpito, nel bene e a tratti anche nel male. Incomincio oggi e proseguo con altre impressioni nei prossimi giorni.
Gravner: Rosso Gravner Riserva 2000. Comincio con una piccola delusione. Legno e volatile, leggero al palato, con un tannino duro, dolcezza del rovere e alcol. 1 faccino
Le Due Terre: Colli Orientali del Friuli Rosso Sacrisassi 2000. Terroso e animale, sferico senza essere lunghissimo. Non male. 2 faccini
Peter Dipoli: Alto Adige Sauvignon Voglar 2010. Fine, minerale, mìnerale, nervoso, lungo e delizioso, finisce sul kiwi. Uno dei migliori Voglar. 3 faccini
Nervi: Gattinara 2007. Bel naso di idrocarburi, spezie e fiori secchi. Fine e fresco, bella lunghezza. 2 faccini e mezzo
Nervi: Gattinara Valferana 2005. Rimane a lungo in botti grandi. Meno espressivo del precedente. Bocca piena e larga, avrà bisogno di tempo. 2+ faccini
Antichi Vigneti di Cantalupo: Ghemme Collis Breclemae 2004. Rose e spezie e anche more. Delicato, bei tannini. 3 faccini
Antoniolo: Gattinara San Francesco 2008. Ferro, sangue, viscerale. Al palato rabarbaro e menta secca, progressione magnifica. Ancora giovane. 3+ faccini
Barbaglia: Boca 2008. 24 mesi in botti grandi. Al naso spezie, ruggine, con una bocca leggera e un tannino disteso. Bella scoperta. 3- faccini
Le Piane: Boca 2008. Finissimo, erbe e liquirizia. Appena rigido nel tannino e un pelo vegetale. Buono comunque. 2 faccini
Cantina Produttori del Carema: Carema 2008. Fine, etereo, evoluto con note di catrame, largo e sornione. Ottimo rapporto prezzo qualità. 2 faccini e mezzo
Spertino: Grignolino d’Asti 2010: Leggero, pepato ed
elegante. Un vino da scoprire.
2 faccini
Sottimano: Barbaresco Pajorè 2009. Agrumi, menta, non una grande complessità e rigido nella progressione. 2- faccini
Damiano Ciolli: Cesanese di Olevano Romano Cirsium 2009. Abbastanza elegante e agrumato, però segnato da un lato prevedibile. 1 faccino
Casale della Ioria: Cesanese del Piglio 2010. Fresco e speziato, facile e per nulla scontato. 1 faccino e mezzo
Casale della Ioria: Cesanese del Piglio Superiore Tenuta della Ioria 2010. Erbaceo e speziato, buona lunghezza, solido e originale. 2 + faccini
Trebotti: Gocce di Castiglionero 2009. Molto frutto ma non grande complessità e tannini rigidi. 2+ faccini
Valentini: Trebbiano d’Abruzzo 2007. Annata potente e massiccia, ben gestita. Naso “da Valentini”, palato più disponibile del solito, ma sarà capace di sostenere un lungo invecchiamento. 3+ faccini
Feudo dei Sanseverino: Moscato Passito al Governo di Saracena 2007. Vino magnifico, ossidativo e dalla dolcezza misurata. Enorme persistenza, iodio e miele. Una chicca da scoprire. 3+ faccini
Ferrandes: Passito di Pantelleria 2008. Scorze di arancio, zagara, piante mediterranee. Un profilo decisamente territoriale e sudista. 2 faccini
Passopisciaro: Passopisciaro 2010. Un nerello mascalese di ottima complessità, pieno e scorrevole. Interessante. 2 faccini e mezzo
Passopisciaro: Contrada C 2010. Vino più serio e distinto del base precedente. Profumato, minerale, con un profilo nordico. Magnifico. 3 faccini
Palari: Faro Palari 2010. Evoluto, etereo e speziato, ricorda un Barolo. Al palato si conferma invece sudista, ma con molto garbo. Molto giovane. 3+ faccini
Gianfranco Daino: Suber 2010. Grande personalità, solo un po’ tannico e bisognoso di affinamento. Vivace. 2 faccini e mezzo
Marabino: Noto Nero d’Avola 2010. Territorio allo stato puro, vulcanico, pietra pomice e minerale. Palato setoso, disteso e lungo con tantissima finezza. Una sorpresa. 3 faccini
Gostolai: Nepente di Oliena Riserva 2008. Un vino che parte in sordina e si rivela nel grande finale. Serve tempo. Potenza minerale. 2 faccini e mezzo
La Monacesca: Verdicchio di Matelica Mirum 2010. Naso al momento non molto espressivo, parla di più al palato dove ha una classe indubbia. Lungo, secco e fruttato. 2 faccini e mezzo
Paradiso di Manfredi: Brunello di Montalcino 2007. Scarico al colore, fine speziato e terroso, pieno di carattere e di lunghezza enorme. 3 faccini
Paradiso di Manfredi: Brunello di Montalcino Riserva 2006. Più etereo e sfuggente, con un palato morbido e meno "cattivo" del precedente. 3- faccini
La Cerbaiola: Brunello di Montalcino 2007. Scontroso come deve essere un buon sangiovese. Forte, terroso e con un tannino vivace. 3- faccini

0 commenti:
Posta un commento