[Angelo Peretti]
Come in passato, dentro alla Revue du Vin de France, che mi arriva per abbonamento, ci ho trovato il biglietto d'ingresso (per due persone) del Salon des Vignerons Indépendants, che si svolge a Parigi dal 22 al 26 novembre ed è alla sua edizone numero 34. Sul ticket si promette la presenza di mille, diconsi mille vignaioli indipendenti da tutte le regioni francesi, e il numero è davvero impressionante. È previsto un espace concours per valorizzare i vini che hanno conquistato le medaglie d'oro, d'argento e di bronzo ai concorsi regionali dei vigneron, che in Francia, essendo tantissimi gli aderenti alla federazione, sono ripartiti per organizzazioni territoriali. Una "salle d’initiation" è a disposizione di chi voglia avvicinarsi alla produzione indipendente francese, con degustazioni guidate per terroir, annata e via discorrendo. Ovviamente ci sono i carrelli per fare la spesa: al salone dei Vignerons Indépendants i vini si possono comprare. C'è anche l'opzione della consegna a domicilio, che non è niente male. L'ingresso costa 6 euro, la metà per gruppi e studenti.
Nella mia casella di posta elettronica ho trovato invece il comunicato stampa della seconda edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che si svolge l'1 e 2 dicembre al Piacenza Expo ed è organizzato dalla Fivi, la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti. Seconda edizione. Anche a Piacenza i vini sono in vendita: non a caso la rassegna la chiamano "mercato". I vignaioli presenti saranno circa centottanta, provenienti da varie regioni, con l'aggiunta, come l'anno passato, di qualche vigneron forestiero. Lo scorso anno c'erano i carrelli per fare spesa, e credo che sarà così anche quest'anno, e fuori il parcheggio è adeguato. Il programma prevede anche una tavola rotonda sul tema: "Il Vignaiolo artefice del suo futuro", una mostra fotografica di Mauro Fermariello (che è proprio bravo) e quattro degustazioni guidate. Per entrare si pagano 15 euro (10 per i soci Ais, Fisar, Onav, Slow Food).
Beato chi può andare a Parigi, ma per chi voglia conoscere l'Italia del vino quella di Piacenza è una buona occasione.

Andare a Parigi sarebbe proprio bello, ma mi dovrò accontentare di Piacenza.
Lo scorso anno i vigneron francesi mi fecero notare che da loro il biglietto d'ingresso costa molto meno.
Nelle ultime fiere il prezzo è aumentato notevolmente, col risultato che si deve scegliere dove andare.
Purtroppo è una prassi comune dell'Italia degli ultimi anni.
Quello dei prezzi d'ingresso alle manifestazioni vinicole sta effettivamente diventando un problema. Da un lato capisco che si cerchi di porre un filtro agli ingressi, per evitare la presenza di giovinotti sbevazzanti (e questo è un altro grosso problema: Vinitaly docet), e comprendo inoltre che, nel caso particolare di Piacenza, la Fivi, non beneficiando di finanziamenti pubblici, debba autofinanziarsi per coprire almeno una parte dei costi. Dall'altro canto, tuttavia, mi pare che un incremento del 50% sul prezzo del biglietto sia piuttosto elevato: lo scorso anno a Piacenza si pagavano 10 euro, questa volta 15, una cifra non enorme, ma certo selettiva per chi, col contesto economico che c'è, deve badare bene a come spendere i soldi. Forse a Piacenza, trattandosi di un mercato prima ancora che di una fiera, si potrebbe puntare di più sull'incremento delle vendite come fonte di cofinanziamento, ma comprendo che di sicuro non è facile trovare una quadra.