Gli arzilli Bordeaux degli anni '50

31 dicembre 2012
[Angelo Peretti]
E così, sul finire d'anno, mi sono regalato la più "sfidante" degustazione che mi sia mai capitato di organizzare: rossi di Bordeaux solo ed esclusivamente degli anni Cinquanta. Dico: bottiglie di più di cinquant'anni. Ne abbiamo bevute sette, e non è mica così frequente bere sette vini più che cinquantenni. Non erano neppure di château particolarmente noti: li avevo selezionati badando al sodo, al rapporto qualità-prezzo (nessuna bottiglia è stata pagata più di cento euro, che non è poco di per sé, ma è pochissimo per vini di qest'età), ad una reputazione consolidata nel tempo senza però che mai quelle case fossero salite nell'empireo delle diverse appellation bordolesi. Comprati presso raccoglitori di vecchie bottiglie, in Belgio soprattutto, epperò non vi dirò mai il nome dei miei fornitori, sennò mi faccio concorrenza da me. La cosa incredibile, tuttavia, è che se quei vini me li avessero messi nei bicchieri senza che sapessi la loro età, mai e poi mai avrei pensato a così tanti anni. Mi sarebbe parsa una "normale" degustazione di "normali" rossi bordolesi. Tutt'al più degli anni Novanta, ecco. È per questo che considero i rossi di Bordeaux i vini rossi per eccellenza, con buona pace dell'eleganza sovrana dei rossi borgognoni. In nessun'altra parte al mondo potete trovare decine e decine di vini che superano indenni lungi affinamenti nel vetro: solo a Bordeaux. Ogni volta che stappo i vecchi Bordeaux mi prende un pizzico di commozione, trovandone integri il colore, i profumi, gli aromi. Straordinariamente "normali" dopo trenta, quaranta, cinquant'anni. Eccola qui la magia bordolese, che non può essere replicata altrove.
Come sia andata, vino per vino, lo racconterà a breve su queste pagine virtuali Mario Plazio: l'impegno se l'è preso lui.
Per ora, mi limito a darne l'elenco, confidando nell'invidia dei lettori. Aggiungo solo che quello che m'ha stupito di più è stato il primo: varietale, assolutamente varietale dopo quasi sessant'anni dalla vendemmia (il '53), magia pura.
Ecco i protagonisti, in ordine di apparizione:
Saint-Émilion 1953 Château Jacques Blanc
Saint-Émilion 1955 Château La Fleur Pourret
Pomerol 1959 Château Thibaut-Maillet
Saint-Émilion 1959 Château Laniote
Lussac Saint-Émilion 1959 Château Lyonnat
Haut-Médoc 1959 Château Le Bourdieu
Pauillac 1959 Château La Rose Pauillac.

2 commenti:

  • Manuel says:
    5 gennaio 2013 alle ore 14:11

    Salve,
    che gran bella degustazione! Accidenti, non se ne demo molte di questo tipo! Sarei curioso di avere qualche contatto per acquistare vini francesi, non necessariamente di vecchie annate. Ho dato un'occhiata al sito www.everywine.biz ma di vini francesi ce ne sono ben pochi.
    Grazie per l'attenzione,
    Piccinato Manuel

  • Angelo Peretti says:
    5 gennaio 2013 alle ore 17:34

    Poco tempo fa ho pubblicato un articolo dedicato ai siti esteri su cui acquisto. Se non vuoi perderti nelle pagine per cercarlo, guarda a sinistra nella colonna deli articoli più letti: si intitola "Ecco dove comprare vino on line". Buoni acquisti.

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