[Mario Plazio]
È da pochi anni che Stefano Legnani ha abbracciato la carriera di vignaiolo. Le idee però sono estremamente chiare: niente chimica in vigna, fermentazioni spontanee, nessuna correzione tecnologica, niente solforosa. Il suo Vermentino è un vino sorprendente, nel senso che si scopre sempre diverso ad ogni assaggio. Capita così che questo 2011, tastato in anteprima ad aprile, sembrasse già un vino compiuto, fruttato e beverino. Quasi tecnologico. Non proprio insomma quello che cerca il produttore, che era molto perplesso. Riassaggiato alla cieca a settembre, la bottiglia sembra “rientrata nei ranghi”. Il frutto iniziale è diventato complessità e il colore si è fatto più intenso e velato. Al naso domina la frutta secca, accanto a uno speziato dolce di curry. Poi arrivano anche pepe e rosmarino, a ricordare che siamo sulla Riviera Ligure. A dispetto dell’assenza di solfiti, il palato è sulfureo, macerato, potente e largo. Con lo scorrere dei minuti guadagna in pulizia e il frutto si staglia più nitido. L’unico aspetto che mi disturba è una certa mancanza di acidità, ma la struttura pare reggere comunque. Il finale è quasi tannico e gradevolmente amarognolo. Un vino da cucina marinara dai sapori decisi.
Ponte di Toi 2011Stefano Legnani
2 faccini :-) :-)

Grandissimo vino, e particolare anche per me. Ho parlato anche col produtore che è convinto delle sue idee. Ho comprato 2 annate in fiera 2 anni fa a Bassano, pure le anteprime...