Lo Champagne cocktail? Col Prosecco

7 gennaio 2013
[Angelo Peretti]
Gli Champagne cocktail, lo dice la definizione, sono cocktail fatti con lo Champagne, e in questo non dovrebbero esserci dubbi. Che so, il (buonissimo) Kir Royale si fa con lo Champagne e la crème de cassis (mentre il Kir, non Royale, è fatto con un vino bianco, in genere l'Aligoté della Borgogna). Sul numero di Wine Spectator che è uscito a metà dicembre c'è una pagina intiera, appunto, sugli "Champagne Cocktails" (il titolo del pezzo di Jack Bettridge è proprio questo). Solo che leggendolo vi si scopre che questi cocktail bollicinosi non si fanno solo con le bollicine francesi. Vero: per esempio il Bellini di Giuseppe Cipriani - l'articolo lo ricorda - è fatto col Prosecco e con una purea di pesche. Però la foto che correda il servizio e la ricetta suggerita in fatto di Champagne cocktail, quella del Black Velvet (il velluto nero), mi ha fatto, onestamente, un po' rabbrividire.
Dunque, Black Velvet. Ingredienti: birra stout e sparkling wine, metà e metà. La presentazione dev'essere fatta così: si prende una flute, ci si versa una delle due bevande e la si lascia riposare nel calice, poi si versa pian piano l'altra, facendola passare sopra al retro di un cucchiaio. In questa maniera i due liquidi restano separati, uno più scuro (la birra) e uno più chiaro (lo spumante). La sequenza la scegliete voi: prima la birra se volete la parte scura sul fondo, prima il vino se volete la parte chiara in basso. E che birra e che vino si usano per questo Champagne cocktail? La birra adoperata da Wine Spectator è la Guinness, il vino un Prosecco. Un Prosecco? Sì, perché "il Prosecco porta con sé un profumo di mela e lascia che la birra stout si faccia avanti meglio di quanto farebbe uno Champagne". Accidenti.
Proprio vero, ormai in America l'alternativa allo Champagne è il Prosecco. Cominceranno mica a bere spritz anche là, vero?

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