Risolveremo mai il digital divide?

13 marzo 2013
[Angelo Peretti]
Siamo diventati un paese arretrato, e quando parliamo di digitale siamo più arretrati dei paesi che di solito si pensa che siano arretrati. Triste dirlo, ma è così. Qualche giorno fa, il ministro Corrado Passera ha annunciato che partirà finalmente un'Agenzia per l'Italia digitale, in attuazione all'Agenda digitale. Spero non siano solo pie intenzioni: per ora, ci si è limitati a mettere assieme la macchina burocratica, e in questo in Italia siamo gran bravi, salvo poi impantanare tutto nella melma dei burocratismi. Incrocio le dita e mi auguro che stavolta - almeno stavolta - non sia così e che la cosa funzioni davvero e celermente.
Leggo che con quest'operazione l'Italia "intende introdurre il digitale a tutti i livelli nel Paese: con una rete banda larga onnipresente, una pubblica amministrazione che funziona e comunica tramite internet, senza carta". Sarebbe ora: siamo maledettamente in ritardo, e senza abbattere la divisione digitale che spezza il paese - il cosiddetto digital divide - da questa crisi non abbiamo proprio speranza di uscirci. Perfino l'adsl qui da noi è una chimera, e ci si illude di portare burocrazia, banche e business in rete? Suvvia, non scherziamo.
Cito un banalissimo caso personale. Ho la fortuna di vivere d'inverno in riva al lago di Garda e d'estate poco lontano, sul monte Baldo. Dico "fortuna" perché la zona è bellissima ed entrambe le località dove ho casa fanno parte a tutti gli effetti del comprensorio turistico del lago di Garda che solo sulla sponda veronese, quella dove risiedo, fa qualcosa come dodici milioni di presenze turistiche l'anno, che non mi sembrano proprio poche. Ma è "sfortuna" dal lato 2.0 o successivi. Perché nel paesello in riva al Garda l'adsl funziona grosso modo a pedali - quando funziona -, e c'è qualche decina di connessioni perché ci siamo organizzati a suon di firme, andando a tirare la giacchetta - e ad alzare la voce - a destra e a manca. Nel paesino sul Baldo, invece, la connessione proprio non c'è: mai arrivata e neppure la più vaga previsione di portarcela. Dico: è una zona che fa dodici milioni di presenze turistiche l'anno, mica una sperduta oasi nel deserto.
Nella mia stessa situazione si trovano milioni d'italiani e fasce vastissime dei territori montani e collinari. Poi ci dicono che attraverso l'e-commerce e la trasparenza digitale faremo ripartire l'economia. Ma dai...

2 commenti:

  • maupas says:
    13 marzo 2013 alle ore 11:50

    Non posso riportare cosa si dice negli ambienti competenti dell'Agenda Digitale: potrei incorrere in censure. Buone intenzioni, certo, ma grandi illusioni. Poche settimane fa mi hanno chiesto di inoltrare via fax un documento ad un'amministrazione pubblica. Faccio presente che ho la posta certificata e posso mandare tramite quella il tutto alla loro casella di posta certificata, con valore di raccomandata (riconosciuta). Panico e sollecitazione ad avvisarli quando l'avrei fatto perché "non guardiamo tutti i giorni la posta certificata" ...

    Forse oltre che dotarsi di strumenti (fondamentali) sarebbe meglio pensare anche alle persone e alla loro formazione.

    Mauro Pasquali

  • giordano says:
    13 marzo 2013 alle ore 19:18

    Quant'è vero

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