Novità pre Vinitaly sul Monte Netto

4 aprile 2013
[Angelo Peretti]
Qualche giorno fa ho scritto della "scalata" dei vip al Monte Netto e alle sue vigne, alla periferia di Brescia, dove convivono una doc, quella di Capriano del Colle, e un'igt, quella del Montenetto (tutto attaccato). Nell'avvicinarsi del Vinitaly, ho ricevuto dall'amico Claudio Andrizzi un comunicato stampa che racconta di altre novità imminenti in zona, che in qualche modo saranno rese evidenti proprio alla kermesse veronese. Vuoi vedere che davvero c'è aria di movimento e di novità dalle parti di Capriano che, lo ribadisco, è a mio avviso una delle aree vitate in grado di esprimere buoni margini di crescita fra le micro-doc enoiche? E che sia micro lo dicono i numeri: ottanta ettari di vigna in tutto, un'inezia, per venticinque aziende socie del consorzio di tutela e grosso modo 380 mila bottiglie complessive.
Intanto, la prima novità è nominale e riguarda proprio il piccolo ente consortile, che ha deciso di cambiare nome. Basta Consorzio del Capriano del Colle doc: da poche settimane è diventato a tutti gli effetti Consorzio Vini Montenetto. Ed è sotto questa nuova bandiera che si presenta, appunto, a Vinitaly, al Palaexpo Lombardia. "Il cambiamento - spiega il comunicato - riguarda unicamente il nome del Consorzio, che per il resto continuerà a tutelare sia la doc Capriano del Colle che l’igt Montenetto di Brescia, in attesa che l’iter burocratico porti ad un progressivo allineamento anche delle denominazioni". E spero che quell'iter acceleri: basta con le confusioni.
Tuttavia, vedo anche che a Vinitaly farà esordio una nuova tipologia doc, quella del Marzemino, autorizzata con la vendemmia del 2011 e questo - ahi, ahi - mi piace molto meno, perché la mia idea è che più si ampliano le tipologie di un disciplinare, più si crea difficoltà identitaria, e questa non giova proprio per nulla nel periodo medio-lungo. Quanto poi a scegliere tipologie varietali, be', lo trovo anche rischioso, perché il vitigno è replicabile ovunque, il territorio no. Il Barolo è il Barolo, il Barbaresco è il Barbaresco: suvvia mica vorremmo chiamarli Nebbiolo, vero?

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