Vini da ostriche

9 aprile 2013
[Angelo Peretti]
Non c'è niente da fare: certe occasioni o te le crei, oppure non si avvereranno mai. E allora me la sono creata: volevo una degustazione di ostriche con una bella serie di bianchi e me la sono organizzata insieme a Susy Tezzon e al suo magico staff al Giardino delle Esperidi di Bardolino. Le ostriche le ha procurate Susy, i vini io. E adesso qui sotto, brevemente, giusto per destare l'invidia di chi avrà la pazienza di leggere, rendo conto di cos'è passato nel piatto e nel bicchiere, in rigoroso ordine di apparizione. Aggiungo solo: so di essere di parte, ma dico che è stata tra le serate più belle che io abbia messo insieme (lameno per me: mi ci sono molto divertito), e il raviolo quadruplo di pesce che ci ha servito a sorpresa la sempre più brava Mari Vedovelli a fine degustazione avrebbe meritato da solo l'ovazione.
Ostriche.
Speciales Bouzigues n. 3. Dal Golfo di Thau, Marsiglia, e dunque Mediterraneo. Allevate da uno a due anni su corde sospese in acque profonde. Sapore iodato e un accenno di nocciola. Buonissime.
Fines Togie n. 2. Dalla Bretagna, e dunque prima delle ostriche dell'Atlantico della degustazione. Stanno due mesi nelle claire, i tipici bacini di affinamento. Carni sode e sapore iodato.
Masse Verdes n. 3. Dalla Bretagna. Nelle claire vengono a contatto con organismi monocellulari chiamati navicule bleu: da qui il loro colore verde. Spettacolari e buonissime.
Utha Bech n. 3. Dalla Normandia. Si affinano per due o tre mesi nelle claire. Carnose, sode, piuttosto saporite.
Huitres Divine n. 3. Bretagna. Chiare, tondeggianti, eleganti e insieme assolutamente marine nel sapore. Stanno in claire da quattro e sei mesi. Eccellenti.
Speciales Le Galle n. 3. Allevate in acque profonde, portano con sé il sapore intenso del mare e del sale. La zona è quella di Plougastel, in Bretagna. Strapiaciute.
Altre conchiglie.
Clams Extra-Petit. Oltre alle ostriche, in tavola sono passati altri frutti di mare. Queste sono croccanti (proprio croccanti) vongole americane che piacciono in genere ai patiti delle ostriche. Buone.
Amandes de Mer. Wow! Difficili da trovare in Italia, hanno considerevole consistenza e un fascinoso retrogusto di mandorla. Molto, molto buone.
Vini.
Champagne Brut Tradition J. Charpentier. Uno dei miei Champagne preferiti per l'aperitivo. Affilato come piace a me. Straordinario rapporto qualità-prezzo.
Muscadet Sèvre et Maine sur lies Vieilles Vignes 2009 Domaine Poiron-Dabin. Il Muscadet è il mio vino da ostriche, e anche stavolta si è dimostrato all'altezza. Questo è rusticamente personale, salato, fresco, e l'età gli ha fatto bene.
Picpoul de Pinet 2011 Domaine Felines Jourdan. La sorpresa della serata: un bianco della Languedoc Roussillon dal prezzo onestissimo. Freschezza e frutto e sottile vena aromatica: una beva davvero notevole.
Custoza S.P. 2011 Albino Piona. La "selezione personale" di Silvio Piona. Ha la tipica e fascinosa nota di zafferano della garganega coltivata a Custoza. Bella, convincente freschezza.
Menetou-Salon Morogues 2011 Domaine Henry Pelle. Et voilà, un sauvignon blanc della Loira che sta divinamente con le ostriche. Il consiglio era di Mario Plazio: "Porta in tavola un Menetou-Salon" mi aveva detto. Fortuna che l'ho ascoltato. Applauso.
Bouzeron Aligote 2011 A et P de Villaine. L'aligoté è il vitigno "minore" della Borgogna e di solito è un bianco semplice, che sta anche sulle ostriche. Questo è invece denso di carattere e ha spalle robuste e beva impegnativa.
Soave Classico Cà Visco 2011 Coffele. Be', per me è una delle più belle versioni del Cà Visco bevute fin qui. Teso e minerale, credo che col tempo sarà ancora più intrigante.

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