[Angelo Peretti]
Questa sì che è una novità che mi piace! Paolo Saracco, uno dei miei moscatisti astigiani preferiti, si è messo a fare bottiglie piccole del suo Moscato d'Asti con la chiusura a vite. Sissignori, la cosa mi piace un sacco, perché finalmente potrò portarmi in giro il mio vino goloso prediletto e bermelo in giusta quantità (la mezzina) e senza bisogno di alcun cavatappi. Roba da picnic. Evviva evviva.
La bottiglina, oltrettutto, è proprio carina: capsula a vite verde squillante - col logo della Fivi, la Federazione dei vignaioli indipendenti - che si sposa benissimo con i colori dell'etichetta.
"E il vino?" mi si chiederà. Oh, il vino è un classicissimo. Mi piace ovviamente anche più della bottiglia. Dico solo una cosa: la sera di chiusura del Vinitaly, mentre tutti intorno a me brindavano con bolle di varia provenienza, io mi sono concesso un paio di freschi, dissetanti, appaganti, rigeneranti bicchieri del Moscato d'Asti annata 2012 di Paolo Saracco. Vabbé, quelli erano presi dalla bottiglia da 0,75: le mezzine le tengo per me.
Di cosa sa? Come sempre: frutto bianco croccante, fiori a profusione, accenni di erbe alpestri. E una morbidezza setosa, per nulla cedente alla stucchevolezza.
Buone bevute: io lo uso come aperitivo, sappiatelo.


Meraviglioso!
Una volta si faceva la mezzina per evitare "controindicazioni alcoliche", adesso per godersele in ogni momento senza farsi problemi, anche se un buon Moscato dovrebbe sempre essere messo in Magnum....
Max Perbellini
In magnum, sì Max, ma bersi una magnum da soli non è mica tanto semplice...