Che buoni gli oli del Fulvio Leali

18 giugno 2013
[Angelo Peretti]
Ho la fortuna di vivere in una terra dell'olio com'è il lago di Garda, e altrettanta fortuna è d'avere tra gli olivicoltori del mio lago anche il Fulvio Leali, che coltiva gli ulivi in Puegnago del Garda, vera capitale oliandola dell'area benacense, sulla costa bresciana. L'azienda si chiama La Meridiana, e porta a molire i frutti - che sono quelli, locali, della casaliva e poi anche dell'Fs 17, che è un clone, mi pare, della cultivar frantoio, e che s'è assai bene acclimatato sulla riviera - alla vicina Cooperativa agricola di San Felice del Benaco. Mi è capitato altre volte di recensirle, gli anni passati, le produzioni olearie del Leali, e sempre ho usato toni positivi: mi piacciono davvero molto i suoi extravergini, ché sono insieme classici e moderni, a rappresentano assai bene il terroir - si può parlare di terroir per l'olio? direi di sì - della Valtènesi.
Ora, eccomi qui - forse un po' tardivamente, ma in tempo per le gite gardesane dei miei lettori che vogliano recarsi a cercar refrigerio estivo sul lago - con gli extravergini del 2012. Che al Fulvio Leali sono usciti forse più bene che mai.
Olio extravergine di oliva Monocultivar Casaliva 2012 La Meridiana
Il colore è un verde chiaro, cristallino, brillante. Al naso ha gl'inconfondibili, e per me seducenti toni della casaliva gardesana raccolta fresca (seducenti, intendo, perché sono uomo del Garda, appunto, è quella è - come detto - la varietà d'oliva delle mie terre). Ossia: la mela golden, marcata, e insieme l'erbe di prato, ben definite ma per niente aggressive, un che di mandorla appena accennato. In bocca ha pasta leggera ma mica flebile e una piccantezza assai bene modulata, fusa perfettamente nel corpo, dandogli spinta. Bell'olio, tipicissimo della "nuova scuola" benacense, quella che non mira alle sdolcinature stramature, come nel passato, bensì ad una fresca vitalità.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Olio extravergine di oliva Monocultivar Fs 17 2012 La Meridiana
La coloritura verde somiglia a quella dell'altro, anche se mi pare d'un tono appena appena maggiore, ma forse è un'illusione. All'olfatto ecco, immediata, l'oliva appena invaiata, netta, invitante. E poi la vegetalità s'apre verso cenni d'allora e di erbe di campo e di prato, primaverili, e al tarassaco e alla rughetta, e perfino, ma è un cenno (piacevole), al carciofo. Pari mix vegetale s'impone, deciso ma senza eccessi, al palato, e la pasta, leggera, è innervata da una delicata, ma salda e costante scossa piccante, che rinfresca e rinnova le memorie verdi. Mi piace, e tanto, per la freschezza giovanile e l'eleganza.
Tre lieti faccini :-) :-) :-)

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