Sauvignon: se a vincere è la Nuova Zelanda

4 giugno 2013
[Angelo Peretti]
Dunque (non si comincia mai col dunque, ma stavolta faccio un'eccezione, perché quel che conta è il risultato finale), mettendo a confronto in tavola due Sauvignon altoatesini, due della Loira e due della Nuova Zelanda, a vincere la sfida, secondo la cinquantina di commensali che l'hanno vissuta, sono stati i neozelandesi. Acciderbolina. Il match l'abbiamo disputato al wine realis Villa Cordevigo, e i vini accompagnavano i piatti (centratissimi) di Giuseppe D'Aquino: cucina a base d'asparagi, che è un abbinamento "di culto" per il Sauvignon. Qui di seguito, vino per vino, com'è andata (in ordine di apparizione dentro al bicchiere, e dico subito che abbiamo bevuto bene).
Südtirol Terlaner Sauvignon 2012 Stachlburg Baron von Kripp
Un bianco altoatesino tipicamente"italiano" come impronta sauvignoneggiante: componente verde abbastanza marcata, e pertanto note vegetali di foglia di pomodoro, salvia, ortica. Ben fatto, nel suo genere, ma bisogna vedere se piace il genere, appunto. Ha comunque un ottimo rapporto fra qualità e prezzo.
Un faccino e quasi due :-)
Sancerre Cuvée Terre de Maimbray 2011 Pascal & Nicolas Reverdy
Dico subito: è piaciuto parecchio a me e a pochi altri, mentre i più l'hanno a mio avviso sottovalutato perché non aveva l'immediatezza di altri vini. Sta di fatto che a mio avviso quelle sue note gessose che intersecano l'ortica e il fiore bianco sono piuttosto avvincenti, e fanno anche pensare a un'evoluzione notevole nei prossimi due-tre anni almeno. Lo ricomprerei, questo Sauvignon della Loira. E poi col cibo si abbinava alla grande, senza coprire, senza essere coperto.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Marlborough Pioneer Block 3 43 Degrees Sauvignon Blanc 2011 Saint Clair
Il fatto che quest'azienda neozelandese coi suoi Sauvignon prenda dei punteggioni dalle riviste internazionali non stupisce proprio per niente, quando tasti il vino. Fresco, floreale, fruttato di pesca bianca succosa, di mela croccante. Un vino che soddisfa, non c'è dubbio, e infatti è stato il dominatore della serata: è quello che ha raccolto i consensi più ampi. E non è dispiaciuto per niente neanche a me.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)

Südtirol Sauvignon Sanct Valentin 2011 Cantina Produttori San Michele Appiano
Probabilmente è il Sauvignon italiano più famoso, e anche quello che approssima di più lo stile franco-neozelandese, non cedendo alla vena verde, ma anzi cercando il frutto e la florealità. Ben fatto, certamente, ma non gli ho trovato la tensione dei francesi e la pienezza dei neozelandesi.
Due faccini :-) :-)
Menetou-Salon Morogues Blanc 2010 Domaine Pellé
Un Sauvignon francese che bevo abbastanza spesso e che sempre mi soddisfa, così come ha soddisfatto parecchi dei presenti, battendosi quasi alla pari con Saint Clair per la "vittoria" finale della graduatoria di sala. Delicate memorie d'ortica, tanti fiori bianchi, buona tensione acida. Un classico, a mio avviso, e ci vai a botta sicura sia che tu lo proponga al bevitore esperto, sia che tu lo versi a chi non ha enorme esperienza. Mica poco.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Marlborough Sauvignon Blanc 2010 Cloudy Bay
Be', questa qui è un'icona della Nuova Zelanda. Chi cerca la ricchezza dei profumi, qui è accontentato: sottili vene di salvia, e poi tanti fiori, e frutti tropicali e agrumi e litchie e pesca. In genere si va sul sicuro, servendolo: piace sempre fin da subito, già al primo impatto. Buono, certo, come sempre, ma restando in area neozelandese stavolta gli ho preferito la freschezza vibrante del Saint Clair.
Due lieti faccini :-) :-)

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