[Angelo Peretti]
La Fivi, la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti, che riunisce circa settecento vigneron sparsi un po' in tutta la penisola, ha diffuso un interessante report sull'andamento delle vigne italiche. Interessante perché, con tutta la pioggia che ha fatto, e col freddo, occorre capire come butti la stagione. "Queste prime giornate di sole estivo - dice la Fivi - sembrano far presagire una svolta per il tempo metereologico di giugno, dopo una primavera particolarmente difficile per l’agricoltura italiana che, soprattutto nelle regioni del nord e del centro del paese, ha dovuto fare i conti con l’eccezionale piovosità e la neve a bassa quota fino al mese di maggio. Per non parlare delle temperature, che sono rimaste sotto le medie del periodo fino a questi giorni". Esatto.
Per quel che riguarda il Nord, la situazione, abbastanza generalizzata, è questa, a detta della Fivi: "Le vigne sono bagnate ed è difficile lavorarle data la penuria di sole. Si attendono i rari momenti di asciutto per intervenire rapidamente ove necessario. Al poco tempo si aggiunge la difficoltà ad entrare nei vigneti con i mezzi, dato che il terreno molto morbido è difficile da percorrere, soprattutto per chi ha a che fare con forti pendenze. Le basse temperature rispetto alle medie del periodo hanno evitato, fino ad ora, il prosperare di infezioni quali la peronospora, sempre in agguato date le condizioni di elevata e perdurante umidità. Il freddo però ha anche causato un ritardo generalizzato di circa due settimane del ciclo vegetativo che, pur con differenze fra i vari territori della penisola, in questo momento si trova nelle delicate fasi della fioritura e dell’allegagione. Ove già formatisi, i grappoli sono ancora di piccole dimensioni e, se il calore non sarà eccessivo, riusciranno ad evolvere normalmente. Qualora la temperatura si elevasse troppo, e in tempi molto brevi, si rischiano attacchi di peronospora agli apparati ancora verdi con conseguenti possibili problemi di riduzione della produzione. Purtroppo in alcune aree si sono verificati episodi di precipitazioni violente, anche grandinate, che hanno creato seri danni".
In realtà, mi si permetta di dire che mi pare che la narrazione sia un po' ottimistica, dato che mi sembra che al Nord la peronospora abbia già aggredito qui e là in maniera piuttosto significativa un bel po' di vigneti. Staremo a vedere.
Al Centro la situazione, secondo la Fivi, non è molto dissimile da quella espressa per il Nord: "Le vigne che sono state seguite con attenzione non manifestano problemi seri. In particolare, lasciare inerbiti i terreni si è rivelata una mossa saggia in momenti come questi, dato che l’erba rallenta il propagarsi della peronospora ed evita il trasformarsi del terreno in fango. La costa tirrenica, grazie a temperature mediamente più elevate, ha beneficiato di condizioni migliori rispetto a quella adriatica e alle zone interne di Marche e Toscana per esempio. Qui, il deficit di illuminazione protrattosi per molti mesi e la terra che, a causa delle basse temperature, fatica a scaldarsi, rallentano il processo di fioritura".
Ben diverso, e meno preoccupante, il contesto delle vigne Sud, che, stando al comunicato della Fivi, "stanno vivendo sprazzi d’estate dall’inizio di maggio, anche se intervallati da giornate nuvolose in cui le temperature passano bruscamente a valori inferiori ai consueti. Le precipitazioni non hanno comunque risparmiato il Meridione. In Sicilia, ad esempio, manifestandosi sotto forma di fenomeni non violenti come pioviggini mattutine. L’eccesso di umidità è stato in molte aree compensato dalla presenza notevole del vento che, pur danneggiando a volte i tralci più esposti, ha mantenuto asciutta la vegetazione. Questo fatto, insieme a temperature mediamente più fresche di quelle di solito registrate nel mese di maggio, ha evitato l’attecchire di infezioni". Tuttavia, ci sono le eccezioni: se in molte parti d'Italia le vigne sono state colpite da piogge torreniali, in Calabria, nel Crotonese, c'è penuria d’acqua. Del resto, l'Italia è lunga lunga, e dunque ci sta di tutto.

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