L'autenticità delle annate torride

23 agosto 2013
[Mario Plazio]
Charles Hours è uno dei vignaioli più abili a Jurançon, zona vinicola del Sud-Ovest della Francia ai confini con la Spagna. Da qui vengono alcuni dei più geniali bianchi dolci di Francia, grazie al clima particolare e ad un'uva, il petit manseng, che si presta alla bisogna. Merito anche di una acidità ficcante che va a completare una paletta aromatica tutta incentrata sui frutti esotici. In alcuni casi viene bene anche un bianco secco, come la Cuvée Marie prodotta appunto da Hours.
Ma anche qui è in agguato il riscaldamento del clima, tanto che nel 2000 il vino è stato declassato in vino da tavola. La contro-etichetta recita più o meno così: "Fa sempre più caldo? Il pianeta si sta riscaldando? Comunque sia questi ultimi anni si possono definire canicolari, di 'canard' come si dice da noi, ai piedi dei Pirenei. La vigna reagisce a  questo calore, si adatta: i suoi acini sono più zuccherini, meno acidi. Conseguenza: la Cuvée Marie tira più di 15° di alcol con 6 grammi di zuccheri residui. È naturalmente più ricca. La mia convinzione è che un vino deve esprimere la sua terra, la sua annata climatica. È questa autenticità che troverete in questa bottiglia".
E in effetti il vino vive di un equilibrio tutto suo, in bilico tra la ricchezza del frutto e una parte alcolica debordante. Grasso e fruttato, manca però della finezza delle annate più riuscite.
Vin de Raisins Surmûris Cuvée Marie 2000 Charles Hours
2 faccini :-) :-)

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