Portarsi il vino al ristorante si può

9 settembre 2013

[Angelo Peretti]
Niente da fare. In Italia al ristorante ci sono due tabù: il tappo a vite e il diritto di tappo. Della capsula a vite ho già detto tante volte: sono soprattutto i ristoratori a rifiutarla, temendo, ingiustificatamente, che i clienti non la accettino. Il diritto di tappo è un illustre sconosciuto: se vuoi portarti la bottiglia da casa devi essere amico del titolare e chiederglielo come un favore, sennò non se ne fa niente, mentre dovrebbe essere automatico il fatto che se ti porti la tua bottiglia te la aprono, te la servono e ti fanno pagare il servizio, con un costo standard predefinito.
Ne scrivo perché nei giorni scorsi, quasi in contemporanea, ho letto due cose su internet che trattano, da versanti opposti, la questione del vino portato da casa. La prima è un post di Jacopo Cossater su Enoiche Illusioni. Titolo: "Più diritti (di tappo) per tutti". Racconta Jacopo che in un famoso ristorante milanese s'è rivolto al cameriere dicendo: “Il fatto è che noi avremmo portato una bottiglia di vino da casa e vorremmo sapere se è possibile berla qui al ristorante“, domandando di conseguenza di pagare il "diritto di tappo", come si fa normalmente in tanti posti all'estero. L'altro: "Un attimo che vado a chiedere al responsabile", cadendo dalle nuvole. "Il diritto di tappo, in inglese corkage fee - scrive Cossater- , è pratica che in Italia proprio non riesce a sfondare. I più non sanno come reagire ed anzi, vedono il cliente che si presenta con una o più bottiglie acquistate altrove come una vera e propria minaccia al proprio portafoglio. Niente di più sbagliato, mi sento di aggiungere. Il diritto di tappo è infatti una straordinaria opportunità di contatto, di conversazione, di condivisione e, in ultima analisi, di fidelizzazione. 'Buonissimo, in cantina tra l’altro ho un Barolo della stessa annata che potrebbe essere interessante aprire in parallelo'. Ma è solo un esempio e yes, it’s that simple".
Beata illusione, Jacopo, la tua e la mia. Perché come la pensino i ristoratori m'è apparso chiaro da una cosetta che ha visto su Facebook. Lì un ristoratore, appunto, scrive sulla propria bacheca, scandalizzato, così: "Ma si può venire a cena e portarsi il vino da casa?" Ecco, adesso è chiaro, abbiamo capito. Oh, poi i clienti non è che siano così spesso meglio del ristoratore. E se ce n'è qualcuno che su Facebook ha replicato che si può e che si fa, altri hanno commentato così: "Di dove erano queste persone? Assurdo!!!", oppure "Allucinante". Ecco, abbiamo capito, ripeto: non siamo un paese normale.

14 commenti:

  • jacopo cossater says:
    9 settembre 2013 alle ore 10:13

    Ma sono ottimista, ce la faremo. :)

  • Angelo Peretti says:
    9 settembre 2013 alle ore 13:58

    In corkage fee we trust

  • Alessandro Marra says:
    9 settembre 2013 alle ore 15:01

    Aggiungerei anche un altro tabù: portare a casa la bottiglia non finita è pratica che fa ancora troppo "strano".

  • TanninoMe says:
    9 settembre 2013 alle ore 18:30

    Io non sono ottimista, ma ce la faremo ;-)

    Sono estremamente convinto che il ristoratore non soltanto rischia di perdere un potenziale cliente, ma rinunci a tanti altri potenziali acquirenti che potrebbero essere interessati a questo tipo di politica.

    Purtroppo in Italia a livello di mentalità e marketing c'è da mettersi le mani nei capelli e ho l'impressione che la frase "Ma si può venire a cena e portarsi il vino da casa?" sia lo specchio dell'ignoranza e del non saper vendere.

    Pochi mesi fa sono stato a Panzano in Chianti ed una nota macelleria/trattoria permette al cliente di portarsi il proprio vino. Ci sono tornato due volte in tre giorni con l'emozione di aprire il vino che in giornata avevo acquistato in Cantina.

    Saluti

  • Unknown says:
    9 settembre 2013 alle ore 18:33

    E se ci organizzassimo per creare un piccolo censimento relativo ai ristoranti dove si può già fare?

  • Bisaglia Francesco says:
    18 settembre 2013 alle ore 09:58

    Le consuetudini nascono dal dna o dalle tradizioni. Difficile instillarle quando culturalmente non ci appartengono. In Italia, temo, non attechirà mai; prevarrà il feudale orgoglio del ristoratore, troppo impegnato a ricaricare del 100% le proprie bottiglie, e poco avvezzo a fidelizzare il cuore e le papille dei propri clienti, concedendo loro la libertà di beverage tra le proprie mura.

  • Stefano Milioni says:
    18 settembre 2013 alle ore 18:41

    Yelp, a New York, conta ben 1283 ristoranti che permettono al cliente di portarsi il vino (http://www.yelp.com/search?find_desc=Byob+Restaurants&find_loc=New+York%2C+NY). Qui sono definiti BYOB Restaurants e la sigla sta per "Bring Your Own Bottle", portati la tua bottiglia.
    E' una formula molto amata dai ristoratori perche' incrementa la clientela, non toglie il reddito connesso al vino grazie al corkage fee, riduce l'immobilizzo di capitale per lo stoccaggio del vino in cantina e fa circolare belle bittiglie sui tavoli. Perche', sia chiaro, chi si porta il vino in genere stappa ottime bottiglie, spesso ricevute in regalo e che meritano di essere abbinate ad un livello di cucina piu' alto di quello realizzabile in casa. Insomma, non si portano il Tavernello....

  • Angelo Peretti says:
    18 settembre 2013 alle ore 20:00

    @Daniel. L'idea mi piace molto. Chi vuol cominciare a fare segnalazioni di locali che praticano il "diritto di tappo" senza problemi?

  • Angelo Peretti says:
    18 settembre 2013 alle ore 20:00

    @Francesco. Temo tu abbia ragione.

  • Angelo Peretti says:
    18 settembre 2013 alle ore 20:01

    @Stefano. Fuori dall'Italia vi sono minori pregiudizi, e i risultati si vedono. Qui è conservatorismo all'eccesso.

  • Anonimo says:
    19 settembre 2013 alle ore 12:54

    Ottima idea!
    Sarebbe molto interessante stilare una lista di locali che applicano il diritto di tappo.
    Temo sarebbe molto corta... io stesso non ne rammento uno da segnalare.

  • Borgogna Mon Amour says:
    19 settembre 2013 alle ore 18:32

    segnalo un locale che lo applica già da un paio d'anni: il noto "Ristorante Birilli" di Torino

  • Anonimo says:
    22 settembre 2013 alle ore 16:37

    Applicano il diritto di tappo:
    Osteria mangiare bere uomo e donna a Suzzara(mantiva), 10 euro il costo del servizio.
    Osteria del viandante a Rubiera (Re)
    Mich.Mal.

  • Angelo Peretti says:
    23 settembre 2013 alle ore 07:10

    Qualche tempo fa avevo segnalato la Pescheria I Masenini di verona.

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