[Angelo Peretti]
Mi piace bere i rossi di Bordeaux. Ma non vado alla caccia degli château famosi. Primo perché non me li posso permettere. Secondo perché non credo ne valga davvero la pena. Capiamoci: Lafite, Latour, Margaux, Mouton vale sempre la pena di berli, se capita di averli nel bicchiere. Vini perfetti, straordinari esempi di eleganza anche nelle annate meno felici. Ma con quel che costano, ci mancherebbe che non fosse così. E allora mi chiedo: vale la pena pagare il blasone, la fama? E il prezzo è giustificato?
Alla seconda domanda rispondo: sì, il prezzo è giustificato, ché la storia e l'affidailità hanno un valore. Alla prima domanda, però, rispondo: no, non vale la pena. Si può bere benissimo senza svenarsi. Occorre metterci impegno, ricerca, passione. Ma si può bere benissimo anche senza sborsare un sacco di soldi per la griffe. E con i quattrini che avreste destinato a una sola bottiglia potete farvi una bella full immersion in una serie di etichette della medesima denominazione. Etichette minori, di minor fama e minor forza evocatrice, certo, ma buone. E tanto mi basta.

A proposito di outsider bordolesi godibilissimi e dal rapporto qualità/prezzo imbattibile, per chi non ne fosse a conoscenza, mi permetto di suggerire l'utilissima ed illuminante guida di un grande esperto in materia, Jean-Marc Quarin, dal titolo "Guide des vins de Bordeaux". A me ha aperto un mondo parallelo.
Provvederò a leggerla. Grazie della segnalazione.
E' vero che la crescita qualitativa non è proporzionale con il salire del prezzo. Solitamente però chi chi acquista referenze top con regolarità è un acquirente con ottime disponibilità economiche e poco tempo e voglia di fare ricerche ed esperimenti. Spesso danno feste o devono fare regali importanti. L'appassionato acquista queste bottiglie oltre i 200 euro in quantità molto limitate. Mi sembra anche piuttosto normale.
Il prezzo alto di un vino di fama è sempre giustificato. Non dimentichiamo però che il prestigio di un vino si conquista non solo con la (indispensabile) qualità. Bisogna sostenerlo con il marketing ed azioni molto costose. Giustificare un prezzo non significa però accettarlo. Ben vengano pertanto i saggi suggerimenti di vini sconosciuti o quasi, di uguale denominazione, che possono certamente soddisfare tutti coloro che apprezzano il bere bene senza svenarsi per l'acquisto.
Francovis