[Angelo Peretti]
Da ragazzo andavo a vendemmiare dai nonni. Mi piaceva. Ci andavo un giorno o due. Era una festa. Ora non potrei. Non per questioni di tempo: quello se si vuole si trova. Il problema è che me lo vieta la normativa. Chi va in vigna deve essere censito come un qualunque lavoratore, deve pagare i contributi all'Inps, e poco importa se ci sei andato a gratis, solo per divertirti e passare una giornata in campagna a sbrodolarti le mani e il collo di mosto, con le api che ti ronzano attorno. Divertirsi a vendemmiare con gli amici non si può. Vietato. Se non sei in regola, se non sei schedato come un lavoratore a tutti gli effetti, sono guai. Perché i controlli li fanno, adoperando perfino gli elicotteri, e le sanzioni vanno giù dure.
Se ne sta parlando in questi giorni, per esempio, in Trentino, dove la scure giustizialista è calata pesantemente. Si invoca il buon senso, ma con la burocrazia il buon senso troppo spesso poco ci azzecca. Ecco: capisco che il lavoro nero vada combattuto ed anzi sono il primo a dire che va fatto, ma occorrerebbe applicare sempre prima di tutto il buon senso. Ora un senatore trentino - lo leggo sul Trentino Corriere delle Alpi - "chiede che il ministro consenta, ai contadini non professionali e
proprietari di piccoli appezzamenti, di impiegare nella raccolta
dell'uva e di altri frutti conoscenti e parenti, senza necessariamente
dover ricorrere all'apertura di rapporti di lavoro, riconoscendo così il
rapporto di aiuto reciproco che caratterizza il mondo dell'agricoltura
di montagna". Io dico: non solo quelli di montagna. C'è tutta una storia di solidarietà e di amicizie autentiche che ruota attorno al gesto di dare una mano in campagna durante la vendemmia. Quasi sempre lo si fa gratuitamente, giusto per stare insieme, condividendo a metà mattina il pane e il salame, e poi facendo festa - dalle mie parti la chiamano la ganzàiga - a fine raccolto. Vi prego: datemi la possibilità di passare ancora una giornata tra amici a tirar giù grappoli dalle vigne. Lasciatemi vendemmiare.

Tutto vero quello che scrivi Angelo.
Noi abbiamo ragazzi in regola con l'agenzia.
E' vero che le aziende agricole come la ns. possono fare vendemmiare gratis i parenti fino al secondo grado.
Non ti dico però quanti clienti e amici appassionati si offrono di venire gratis per puro divertimento ma... non possono.
Ricordo un paio di anni fa quando un elichettoro del "fisco" svolazzava fra Gambellara e Soave per segnalare dall'alto i lavoratori che poi venivano aggrediti da imboscata degli ispettori del lavoro.
La poesia e la solidarietà non esistono nel vocabolario del rigido ed "d-efficiente" fisco italiano.
è una cosa assurda, sai quanti clienti e conoscenti mi chiedono di poter venire a vendemmiare ed io a malincuore devo rifiutare la loro richiesta perchè per i controllori sono degli abusivi lavoratori in nero! L'unico modo di regolarizzarli sarebbe l'assunzione, i vaucher funzionano solo per gli studenti fino a 25 anni e per i pensionati, però t'immagini iniziare una pratica di assunzione per un dipendente che poi lavorerà 1 o 2 giorni o poco più...
Purtroppo è una tristezza infinita ... credo che oramai non ci siano più speranze ... temo che inevitabilmente stiamo andando incontro ad un periodo di lacrime e sangue ... mio DIO dove è andato a finire il buon senso.
Anche le normative dovrebbero tener conto dei rapporti interpersonali che hanno sancito nei secoli la cooperazione tra i piccoli proprietari ... la mutua collaborazione in agricoltura era un valore quasi sacro.
Durante la vendemmia, la fienagione, ecc.. tutti si attivavano in una sorta di festa collettiva che saldava i rapporti ... vecchi, bambini, vicini di contrà ... un fermento che aveva in questi lavori una sua ritualità ... un qualcosa anche di religioso.
No sono più tanto convinto che l'uomo sia l'essere più intelligente.
Tutto vero quello che scrivi Angelo. Così tocca lasciare a casa amici e clienti che sarebbero felici di poter partecipare per conoscere da dove arriva e in che modo è fatto il vino che bevono. Purtroppo un'altra grande occasione persa per noi e per loro.
Nella mia zona, c'è un produttore che, viste le richieste, organizza un "corso" di vendemmia, con successivo assaggio dei vini e prodotti tipici.
Sembrerebbe assurdo, ma in questo modo la gente ha la possibilità di partecipare attivamente e poi assaggiare i prodotti aziendali.
Con lo stesso spirito fanno pure la potatura.
Potrebbe essere uno spunto per qualcuno....
Saluti.
@Stefano. La Costituzione della Repubblica italiana "sarebbe" fondata sul principio di sussidiarietà, che dovrebbe di per sé essere generatore di solidarietà. In realtà, di sussidiario ormai non c'è più nulla: esiste un fastidioso, opprimente, asfissiante centralismo burocratico che occide anche ogni esperienza solidale.
@Pierpaolo. I nostri politicanti si fanno belli predicando l'importanza del made in Italy e dell'agricoltura di qualità, ma poi, di fatoi, con provvedimenti astrusi, impediscono un reale contatto tra l'utenza e la produzione, impedendo così quella crescita culturale che nasce dall'interscambio delle esperienze e delle idee.
@Giordano. Parole tristi, le tue, e questo è un momento davvero mesto per l'Italia. Tuttavia, io credo sia necessario provarci a tirare avanti ancora.
@Giacomo. vale la risposta che ho dato a Pierpaolo. Hai perfettamente ragione.
@Daniele. Temo che senza una licenza agrituristica quanto racconti non sia possibile. Ma non tutti hanno la possibilità di fare questo passo sotto il profilo organizzativo.
Io (come al solito) ci vado anche quest'anno ma ... acqua in bocca! ;-)
Oh, già, Nic, così non lo sa nessuno ;-)
Buona vendemmia.
Neanche a farlo a posta oggi è venuto un mio amico/cliente giapponese a farci visita in vigna.
Dopo un po' che non lo facevo lavorare, lui era un po' triste.
Gli ho spiegato allora che non lo facevo lavorare per il motivo che tutti sapete e lui mi ha detto: capisco, ma io non lavoro in nero, io non voglio i soldi, sono qui per divertirmi ed imparare.
Vero amico, ma non si può lo stesso.
@Stefano. Come volevasi dimostrare. Altre testimonianze mi sono giunte oggi via telefono e email, altri hanno rilanciato su Facebook e Twitter. Fiscalismi e burocratismi sono diventati una zavorra non più sostenibile.
Perchè non si usa la stessa solerzia con le grosse produzioni orto-frutticole, specie quelle dei territori controllati dalla criminalità-quella-sì-veramente-organizzata? Territori dove spariscono regolarmente 'pacchi' di lavoratori senza permessi di soggiorno (dunque senza identità), con gli ispettori del lavoro diversamente-efficienti impegnati altrove? Magari tra le vigne... Due Italie? Da sempre, di qua quella di chi lavora e lascia, nel pantano dei lacci e dei balzelli, le forze e la speranza, di là quella dei furbetti, degli amici, dei giocatori (delle sorti e dei soldi altrui), degli indifferenti, degli equidistanti (fra le vittime ed i carnefici), dei 'meri esecutori' (e i meri utilizzatori finali...?). Una frattura ormai trasversale alla geografia, alle economie, alle classi sociali, alle generazioni, alle occupazioni umane tutte. D'accordo con Angelo sulla necessità di provare ancora a salvaguardare ciò che resta. Per chi verrà dopo e non ne può nulla ma pagherà per tutti. Un saluto. Alfredo
@Angelo commento del mio amico dopo che gli ho fatto leggere il tuo post: la legge e' contra nostra natura di volere lavorare insieme volanteramente. e' grave. ma devo fare attenzione a questa quando visito al produttore. grazie di farmi sapere.
Cristina
La possibilità di utilizzare i voucher è stata limitata moltissimo, neanche le casalinghe possono farne uso! Risultato, molte di esse aspettavano la vendemmia per avere un piccolo reddito ...e i disoccupati devono avere l'indennità altrimenti .... non si può!! Siamo convinti che alle associazioni di categoria questo dispiaccia molto con tutte le pratiche di assunzione e buste paga che avranno da compilare??