Noi beviamo le glorie future

2 ottobre 2013
[Angelo Peretti]
Mi chiedevo nei giorni scorsi se valga la pena pagare il blasone d'un vino griffato, e mi rispondevo che tante volte (quasi sempre) no, non vale la pena, e che si può bere gran bene senza spendere follie se si ha la pazienza d'andare a cercare cose buone ma meno conosciute. Mi hanno segnalato che suppergiù dello stesso argomento ha scritto Marco Sabellico nel suo editoriale sul numero di settembre del Gambero Rosso. Sono andato a cercare la rivista e ho letto il suo intervento, che titola "Il prezzo della storia". Per riassumerlo, mi basta riportare l'esaustivo occhiello: "Le grandi bottiglie dalle cifre iperboliche finiscono sulle tavole di gente che nulla sa di vino. Ma gli appassionati possono dedicarsi alla ricerca di grandi etichette dal prezzo ragionevole e alla scoperta di nuove glorie". Ecco, esatto, è quello che penso anch'io. Magari ci rode che ricconi russi e cinesi sprechino bottiglie simbolo della storia e del mito dell'enologia, ma facciamocene una ragione: lo status symbol attrae chi ha la potenza del denaro. A noi comuni mortali resta la gioia delle piccole scoperte. Perché, come scrive Sabellico, "la scoperta di glorie future impegna i pensieri e le energie degli appassionati". Ecco, noi beviamo le glorie future.

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