[Angelo Peretti]
Era ora. Adesso in Italia c'è libertà di tappo. Non c'è più nessuna norma che limiti l'utilizzo di tappi alternativi - come quello a vite, per capirci - sui vini a denominazione d'origine. A meno che la limitazione se la vogliano dare i produttori stessi. Il 24 settembre, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un decreto del Ministero della Politiche agricole alimentari e forestali che dice che sui vini a denominazione d'origine - ricordo che sia le doc che le docg ora sono da considerare dop - è consentito l'utilizzo dei "vari dispositivi di chiusura ammessi dalla vigente
normativa in materia", ma questo "fatte salve le disposizioni più restrittive stabilite negli
specifici disciplinari di produzione dop". Insomma: tappo libero, a meno che i disciplinari lo neghino, e in tal caso per liberalizzare i sistemi di tappatura occorre una modifica al disciplinare, che è tuttavia abbastanza facile adottare.
Da quand'è in vigore la nuova normativa? Per i vini doc dal 25 di settembre, mentre per i docg occorre aspettare sei mesi dalla data di pubblicazione del decreto. Intanto spero che in giro per l'Italia questa novità venga presto recepita dai vari disciplinari di produzione.
Era ora, già, era proprio ora.

l'hanno capita i legislatori, adesso bisogna farlo capire ai consumatori e a tanti produttori, che vedo tante reticenze.......
Max Perbellini
Ho qualche dubbio sul fatto che tanti produttori vogliano "rischiare": siamo un popolo di conservatori in fatto di vino.
ciao Angelo, i produttori non vogliono rischiare ma rischiano che il vino sappia di tappo.
@Stefano. Lo considerano un rischio meno... rischioso. In realtà rasenta la pigrizia.