Guida Veronelli, o vinoni o niente

18 ottobre 2013
[Angelo Peretti]
Sia chiaro: a mio avviso, quando si parla di vino, ognuno è libero di pensarla a modo suo. A me piacciono certi vini, altri hanno gusti diversi, ed abbiamo ragione entrambi: ho sempre affermato che la valutazione è soggettiva, e certamente non mi tiro indietro ora. Però resto sempre abbastanza sorpreso quando, all'uscita delle varie guide enoiche, mi trovo a leggere la lista dei "tre stelle" della Guida Oro I Vini di Veronelli, edita dal Seminario Permanente Luigi Veronelli. Perché il criterio di selezione dei vini più significativi mi pare un po' anacronistico: o vinoni, o niente.
La conferma ce l'ho avuta scorrendo l'elenco dei prescelti per il 2014 nel "mio" Veneto. In tutto sono 37 etichette. Di queste, 24 sono di Amarone, e dunque un vino che dire strutturato è forse poco. Poi, 4 sono - come definirli - dei SuperVenetian, dall'Harlequin di Zymè alla Poja di Allegrini, e ancora una volta abbiamo a che fare con vini di struttura poderosa. I passiti sono ben 8, tra i quali 3 Recioto della Valpolicella, e ben venga che ci sia chi mette in luce la bellezza dei vini dolci, ma anche in questo caso parliamo di cose tratte da uve surmature. Resta spazio per un solo bianco, e la cosa suona abbastanza curiosa, considerando quanta strada abbia compiuto il mondo bianchista veneto e in particolare veronese. Però anche il bianco conferma la regola generale del premio alla possanza: si tratta del Soave La Rocca di Nino Pieropan, la versione in legno insomma, che, a differenza del Calvarino, teso, affilato e floreale, mette in luce parecchia rotondità.
Ripeto: ognuno è libero di fare le proprie scelte, e certamente le scelte della redazione della guida che si rifà al nome di Veronelli mostrano quanto meno una forte coerenza interna, andando tutte nella medesima direzione. Però è una direzione che mi lascia abbastanza perplesso.

1 commenti:

  • gianpaolo says:
    18 ottobre 2013 alle ore 11:41

    devo dire che io ho smesso di mandare i vini a loro da un paio di anni, per questa e altre considerazioni

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