[Angelo Peretti]
Mettete che un amico vada in vacanza sull'isola di Creta e che vi mandi un messaggio su Facebook e vi chieda se vi va che compri un po' di vini del posto per farci una degustazione e che ci si trovi in effetti una sera tra amici a stappare un po' di vini cretesi. Ecco, mettete che sia andata così, come è effettivamente andata. E allora eccomi qui a raccontarne qualcosa di quest'esperienza post vacanze estive, coi vini portati a casa da Francesco Monaco, e comprati in un'enoteca a Creta, appunto. Tre bianchi, un rosato, tre rossi, di cui uno, ahinoi, che sapeva di tappo (un cabernet sauvignon, peraltro).
Ordunque, se il test fosse ben esemplificativo, direi tre cose. La prima è che c'è un gap fra chi usa tecnologia di cantina e chi no. La seconda che comunque a uscirne meglio di tutti è un vino che fa leva su un'uva autoctona, pur supportata da un'altra internazionale. La terza è che anche là, a Creta, si insegue un gusto internazionale vecchio ormai di più di un decennio. Ma sono considerazioni buttate lì dopo aver avuto nel bicchiere sette vini. Ecco qui di seguito i vini: sei, di quello "tappato" non scrivo, e comunque - ripeto - era un cabernet sauvignon, che conferma la terza tesi.
Plyto Sauvignon Blanc 2012 Silva
Prodotto secondo i canoni dell'agricoltura biologica, è un sauvignon "da clima caldo". Insomma, tanta frutta gialla, senza però quell'allungo di freschezza che mi aspetterei da un bianco "marino". Sul fondo, una vena verde.In ogni caso, credo che con un buon piatto di pesce ci stia alla grande.
Un faccino e quasi due :-)
Prinos 2012 Diamantakis
Le uve sono la malvasia di Candia aromatica e lo chardonnay, metà e metà, ma non s'avverte alcuna burrosità o nota varietale dello chardonnay e semmai a uscire fuori è proprio la malvasia. Bene. Frutto giallo maturo, abbastanza polputo, ben espresso. Una freschezza che tiene in equilibrio la struttura. Buono.
Due lieti faccini :-) :-)
Rizitis 2012 Dourakis
Da qualche parte Francesco - l'amico che ha procurato i vini - ha trovato scritto che i bianchi da uve di vilana tendono a ossidare. Ecco, il vino conferma quella descrizione. Caramella al latte (presente le Alpenliebe?). Vino rustico, ricorda certi bianchi italiani di qualche decennio fa.
Niente faccini.
Crete Grenache Rouge Rosé 2012 Idaia
Sono un fan dei vini rosati e anche dell'uva di grenache, che talvolta dà dei rossi così scarichi da sembrare rosati. Questo è dichiarato come rosé, e tale è nel colore buccia di cipolla. Fruttino, spezia, tipici del vitigno. Ma ci vorrei freschezza, che faccio fatica a trovare.
Un faccino :-)
Onirikon 2010 Efrosiny
Un rosso da uve di mandilari e di kotsifali in parti uguali. Affinato per sei mesi in legno (così dice l'etichetta), è proprio il legno alla fine a prevalere sul frutto, e non mi pare sia un grande legno. Cenni balsamici su frutti rossi. Tannino arrotondato secondo uno stile internazionale che finisce per appiattire.
Un faccino :-)
Crete Kotsifali Mandilari 2010 Idaia
Stessi vitigni del precedente (il kotsifali qui è al sessanta per cento), stesso stile che strizza l'occhio al mercato internazionale, ma un'esecuzione d'assieme che mi pare più convincente. Frutto maturo (perfino surmaturo), morbido, caldo, da rosso mediterraneo. Tannino ancora abbastanza prestante.
Un faccino e quasi due :-)

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