Amarone tarocco: parla il Consorzio di tutela

23 novembre 2013
[Angelo Peretti]
Invece dal Consorzio di tutela del Valpolicella non ho ricevuto comunicati stampa via email, ma ho visto che la propria versione dei fatti, in relazione alla vicenda del sequestro, da parte del Nas di Padova, di uva e vino che sarebbero stati destinati a mettere sul mercato falso Amarone, l'ha affidata alla pagina Facebook consortile. Vi leggo infatti che "in relazione alla notizia di oggi sul sequestro a Tregnago, da parte dei Carabinieri del Nas di Padova, di 80 tonnellate di uva rossa acquistata da aziende non appartenenti al territorio della Valpolicella e destinate, senza averne i requisiti previsti dai disciplinari di produzione, alla produzione di vini della denominazione Valpolicella, il Consorzio Tutela Vino Valpolicella precisa che l'imprenditore agricolo accusato di frode in commercio non è annoverato tra i soci e, in quanto tale, al di fuori del circuito di informazione e formazione che il Consorzio attua con i propri associati sulle politiche di qualità della denominazione. A tal proposito il Consorzio era a conoscenza dell'attenzione di cui il medesimo era oggetto da parte dell'ente di controllo Siquria spa".
Di seguito il comunicato affidato al social network riporta una dichiarazione del presidente del Consorzio valpolicellese, Christian Marchesini: “Interventi come quello odierno effettuato dai Nas su input del nostro ente di controllo Siquria spa - afferma - sono necessari e assolutamente in linea con le politiche del Consorzio di tutela del consumatore e dei propri associati. Paradossalmente, molti dei problemi legati alla contraffazione della denominazione Valpolicella sono figli proprio della qualità e dell'eccellenza espresse da questo territorio, che spinge anche chi non ne ha diritto a cercare di entrarvi illecitamente. Mai come in questo caso risulta evidente che l'attività di controllo in vigneto e in fruttaio effettuata dall'ente preposto è indispensabile e di supporto alle azioni istituzionali di promozione, valorizzazione e tutela delle denominazioni protette portate avanti dal Consorzio nel proprio ruolo”.

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