[Angelo Peretti]
A proposito della vicenda del sequestro, ad opera dei Nas di Padova, di uva e vino che, stando alle accuse, sarebbero stati destinati a far sì che andasse sul mercato falso Amarone e falso Valpolicella, leggo sul quotidiano veronese L'Arena che "gli indagati hanno già fatto sapere ai carabinieri di poter dimostrare
che l'origine dell'uva rossa, sequestrata dai Nas, è in regola con il
disciplinare Docg". Insomma, secondo l'azienda che si è vista sequestrare 80 tonnellate di uva rossa in appassimento, sarebbe tutto a posto, visto che - leggo sempre nell'articolo di Giampaolo Chavan - "hanno già annunciato di poter provare
quanto prima che la produzione di uva e 35 mila bottiglie, rientrano nei
confini stabiliti dal disciplinare della Docg per la produzione dei
vini in Valpolicella". Il giornale veronese aggiunge che "i carabinieri ora stanno verificando da dove provenisse quell'uva che, a
loro parere, sarebbe stata acquistata in nero e in altre province".

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