[Angelo Peretti]
Non c'è dubbio, il novello non fa proprio più tendenza. Se ne produce sempre meno, se ne vede sempre meno in giro. Dico: peccato, a me una buona bottiglia di novello piacerebbe. Uso il condizionale, e poi spiego il perché. Intanto, però, leggo che la Cia - la Confederazione italiana agricoltori - della Basilicata sostiene che "due sono i motivi alla base di questo crollo: la tendenza generalmente a ribasso dei consumi di vino nel Belpaese, che coinvolge anche il 'novello', e un crollo di 'appeal' che ormai è sempre più evidente". Ma io non la penso così, almeno per la prima parte.
Il problema non è il calo dei consumi del vino. Il problema è che la normativa italiana relativa al vino novello è una porcata. Perché il novello buono lo si dovrebbe fare con le uve adatte - e non tutte lo sono, e soprattutto lo sono pochissimo quelle che caricano molto dal lato dei tannini - e lo si dovrebbe produrre soltanto con la macerazione carbonica delle uve. Invece da noi si può chiamare novello un vino che sia stato fatto con la macerazione carbonica anche solo per il 40 per cento. Prima era appena il 30 per cento, ma onestamente poco cambia. Almeno, adesso non è più consentito "rinfrescare" vini vecchi con roba nuova, ma ormai il danno è fatto e il novello è stato sputtanato. Questo è il motivo per cui non vende più.
Già, peccato, perché - guardate - sarà anche poco "vino", ma un novello "giusto", fatto con l'uva idonea e solo con la macerazione carbonica, è un bere gioioso, giocoso, giocherellone, che a me piace. Con le castagne, col pesce fritto, col baccalà, con una spaghettata al pomodoro. O meglio, piacerebbe, perché ormai anche tanti fra coloro che producevano del buon novello si sono disamorati: a farlo bene hai costi alti, ma devi confrontarti con roba che ha un prezzo molto più basso (perché i costi sono inferiori) e che però si chiama anch'essa novello e che col novello "vero" ha poco da spartire. Bah, in Italia siamo bravi a farci del male.

Il buon Fausto Maculan un giorno mi fece una brevissima ma significativa lezione sul vino novello :" I francesi che l'hanno inventato seguono solo e scrupolosamente tre regole: 100% macerazione carbonica, anche il raspo deve partecipare alla macerazione, la macerazione deve essere completamente svolta .Solo allora potrà chiamarsi Novello."
Cosa che puntualmente in Italia non è stata legiferata, ad eccezione del disciplinare di alcune DOC che prevedevano il Novello tra le sue tipologie.
Ho dimenticato di firmarmi. Max Perbellini