[Angelo Peretti]
Siete tra coloro che guardano all'Amarone con un po' di scetticismo per via di tutta quella sdolcinatura, di tutto quell'alcol, di tutto quel tannino eccetera eccetera? Be', vi capisco. Però questo è un Amarone che vi consiglio, ma proprio tanto. La Riserva 2007 di Brigaldara (che tra l'altro ho visto che ha avuto i tre bicchieri dalla guida del Gambero Rosso, ma mica ne scrivo per questo, ovvio). Oh, sì sì, ne sono rimasto impressionato. Favorevolmente, intendo. Ché penso sia uno di quei rossi che se li prendi e li metti in cantina e hai la pazienza di aspettarli qualche bell'anno, poi ti regalano tanto piacere, quando li hai nel bicchiere (e mica peraltro che oggi sia da non bere, altroché se lo è, solo che secondo me ha ancora tanto da guadagnare col tempo).
Oh, sia chiaro: qui l'alcol c'è, ed è anche parecchio, ma parecchio parecchio. Solo che (quasi) non te ne accorgi, ché evidentemente ci sono anche freschezza e materia. Epperò neppure la materia appare eccessiva. Insomma, è un Amarone che ha un po' tutto sopra le righe, ma questo tutto si tiene in equilibrio straordinario, come non mi capitava da tempo di trovare in un rosso amaronista. Posso dire? Un vino elegante, ecco cos'è. Elegante, insisto, già dal colore, che è davvero valpolicellista, e dunque per niente cupo. E poi quel naso così intrigante e quella bocca avvolgente senza tuttavia eccedere.
Mi ha spiegato Stefano Cesari, patron di Brigaldara, che le uve sono venute per il sessanta per cento da San Floriano, nella Valpolicella Classica, e per il resto da Marcellise, a est di Verona. Se il risultato del mix è questo, evviva l'Amarone meticcio.
Grande vino, credetemi: compratelo e mettetelo da parte qualche anno, come farò anch'io.
Amarone della Valpolicella Riserva 2007 Brigaldara
Tre lieti faccini :-) :-) :-)

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