Il cibo è una questione psicologica

16 novembre 2013
[Angelo Peretti]
È un articolino di una colonna appena, ma l'ho trovato interessante e voglio rilanciarne i contenuti. La rivista è "Internazionale", la rubrica "Ethical living", il titolo "Che cos'è un alimento". Parla di regime alimentare vegetariano. Dice che che Tania Lombrozo, insegnante di psicologia a Berkeley, è convinta che "la conversione da onnivoro a erbivoro comporta una trasformazione psicologica". Lei stessa "dopo quindici anni di vegetarianismo" s'è accorta che, per lei, la carne "non rientra più nella categoria cibo, e che anche un boccone di pollo nell'insalata le appare digustoso". Di fatto, è il lato psicologico, dunque, a prevalere nelle scelte alimentari. Tant'è che "uno studio che ha confrontato vegetariani per motivi etici e per motivi di salute rivela che i primi trovano l'idea della carne più disgustosa rispetto agli altri". Ecco, si tratta di convincersi.

1 commenti:

  • ambra tiraboschi says:
    18 novembre 2013 alle ore 09:48

    senza dubbio, provato in prima persona

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