[Angelo Peretti]
Cà del Vent, nel Bresciano, è una di quelle aziende ai cui vini si usa attribuire la definizione di "naturale", e loro dicono infatti - lo leggo ora su internet - che le uve le fanno venire mature "seguendo i principi nostri e della biodinamica steineriana". Insomma, a modo loro. Ma non è di questo che voglio dire, quanto piuttosto di un loro Franciacorta che ho avuto abbondantemente nel bicchiere (due bottiglie in tre commensali sono una buona media) e che mi è piaciuto per certe sue "anomalie" - chiamiamole così - che mi hanno raccontato una personalità di tutto rispetto.
Ordunque, il vino è un brut pas operé, che significa - grosso modo - che al momento della sboccatura la bottiglia viene colmata con un po' dello stesso vino che ha dentro. L'annata - pardon, per i vini con le bolle si dice il millesimo - è quella del 2009. È un blanc de blanc: insomma, chardonnay, e chi mi conosce sa che faccio un po' fatica ad esaltarmi per uno chardonnay, ancorché bollicinoso.
Ebbene, il vino è affumicato - sì, offre proprio quest'impressione - e speziato e agrumato. Il mandarino, il mango. Propone memorie sottili di brandy e di Sherry secchissimo. Ed ha una freschzza notevole e una polpa di tutto rispetto.
Una bollicina? No, un vino, con le bolle.
Franciacorta Brut Pas Operé Blanc de Blanc 2009 Cà del Vent
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)

Grande azienda e gran bottiglia
Mario B.
una ventata d'aria fresca nel torpore franciacortino.
molto interessanti anche i vini fermi.