[Angelo Peretti]
Già, a volte chi scrive di vino dà per
scontato che chi legge ne sappia come lui. Ma molto spesso non è così.
Dunque è una bella idea quella delle "tasting notes decoded", delle
"note di degustazione decodificate", che ho visto sviluppata sul numero
di dicembre di Decanter. Tutto prende avvio dal fatto che nella
recensione di un rosso di Bandol, appellation della Provenza, si diceva
che ha un "beautiful garrigue character". Però probabilmente a tutti non
è chiaro cosa sia questo benedetto splendido carattere di garrigue. Che
sarà mai 'sta garrigue?
Spiega dunque Decanter che nel Sud della
Francia viene chiamata garrigue quel mix di erbe e di arbusti che
crescono sui suoli calcarei della zona. Ci sono essenze quali il timo,
la lavanda, il mirto, il ginepro. Ecco, quando si dice che un vino sa di
garrigue s'intende che ricorda queste sensazioni vegetali. Sappiatelo.
Come dire, per l'Italia, che ha profumi di macchia mediterranea.

Qualche tempo fa in una recensione italiana qualcuno usò il termine equivalente italiano "Gariga", appunto, sinonimo di macchia mediterranea.