[Angelo Peretti]
La notizia è questa: "Nell’ambito dei servizi di controllo nel settore vitivinicolo per la
campagna vendemmiale 2013, i Carabinieri del Nas di Padova, nel corso di
un’ispezione presso una cantina veronese, hanno sequestrato circa 80
tonnellate di uva rossa destinate all’appassimento per produrre il
pregiato vino Recioto o Amarone della Valpolicella Docg, e 35.000 litri
di vino destinati a divenire Valpolicella Doc, già pronti per la
commercializzazione che avrebbero consentito un guadagno presunto di
circa 600.000,00 euro". L'ho presa dal quotidiano veronese L'Arena, ma vedo che è riportata anche da altri, per cui ritengo si tratti di un comunicato.
Viene specificato che "nell’ambito delle indagini e dalle stime eseguite, i militari del Nucleo
- con l’ausilio di agronomi della Siquria spa di Soave (Organismo di
certificazione autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole
alimentari e forestali) - hanno calcolato che i 14 ettari di vigneto di
proprietà dell’imprenditore agricolo e di due familiari compiacenti –
titolari di altrettante aziende agricole - potevano produrre circa
40.000 chilogrammi di uva, in quanto i vigneti si presentavano
trascurati, non avendo subito le dovute operazioni di potatura,
diraspamento, diserbo e gli adeguati trattamenti per la difesa
fitosanitaria". Ritengo che il termine "diraspamento" sia un semplice errore di battitura: penso proprio ci si riferisse al mancato "diradamento".
Detto questo, annoto che la notizia è, insieme, cattiva e buona.
Cattiva, perché, qualora la truffa venga provata, vorrebbe dire che c'è effettivamente chi prova a mettere in giro falsi vini a denominazione, con grave danno per intere filiere vitivinicole.
Buona, perché vuol dire che i Nas, la cosiddetta Repressione frodi e le società di certificazione - in questo caso Siquria, che ha competenza su Verona e Vicenza - i controlli li fanno, e li fanno bene, a vantaggio di tutti: dei consumatori, certo, e prima ancora dei produttori corretti.

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