[Angelo Peretti]
Mi ha sempre fatto abbastanza schifo vedere in certi locali pubblici che passano la spugnetta sul tavolino sporco quando sbarazzano il posto dopo che se n'è andato l'avventore precedente. Non so da dove nascesse (e nasca) il mio ribrezzo. Sta di fatto che quel passaggio di spugnetta m'ha sempre messo a disagio. Ed ora capisco che ce n'era motivo.
Lo comprendo leggendo un numero di Bargiornale di qualche mese fa. L'articolo che m'ha colpito, a firma di Riccardo Oldani, titolava: "Come evitare problemi coi Nas" e dava una serie di consigli pratici - roba di buon senso - sull'attuazione delle norme sulla sicurezza e sulla pulizia (la cosiddetta normativa Haccp). Diceva a un certo punto: "Attenzione alle spugnette che possono diventare ricettacoli di microrganismi patogeni. Vanno cambiate spesso, fatte asciugare e non tenute umide e vanno lavate, in lavastoviglie, con frequenza". Ma troppo spesso non pare proprio, a me avventore, che queste regolette di buona salute (la mia) vengano rispettate. Maledette spugnette: invece di pulirmi il posto, me lo riempiono di batteri. Ma la spugnetta, in sé, colpa non ha. Quel che difetta troppo spesso è la professionalità.

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