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Una trattoria vintage a Roma

29 dicembre 2013
[Angelo Peretti]
Questo posto l'ho trovato su Tripadvisor. Anzi, me l'ha trovato mia figlia, ché stavo a Roma, era tardi, avevo fame ed ero vicino alla stazione Termini e cercavo un posto da quelle parti dove mangiare. Allora lei ha guardato su Tripadvisor e ha visto che lì vicino, in via Vicenza, traversa di via Marsala, pochi passi da Termini, aveva valutazioni alte la trattoria Dell'Omo, e così ci sono andato. In verità, ci sono passato davanti e non me ne sono neppure accorto, perché insegna e ingresso non sono certo appariscenti. Non lo è nemmeno l'interno, anzi: spoglie tovaglie bianche, fiori di plastica dappertutto, arredo che tradisce i cinquant'anni d'onorato servizio, casse di acqua minerale per terra. Scrive un frequentatore di Tripadvisor: "Devo dire che se una pers deve valutarlo da fuori non entrerebbe..." Esatto. Però poi ti siedi e vieni accolto in maniera familiare (ti danno immediatamente del tu) e magari ti capita di trovare - com'è capitato a me - dei peperoni ripieni (ripieni "di vitella", come dicono a Roma) che sono sostanziosi, sapidi, rusticamente ghiotti, e cominci a stare bene, e capisci che stai facendo un tuffo indietro nel tempo, in una trattoria ferma dov'era quando la sua storia è iniziata, con una cucina che sa di casa, di pranzo festivo, di famiglia. "Una cucina casareccia autentica" la definisce un altro recensore di Tripadvisor. Porzioni abbondanti, aggiungo, com'è tipico delle trattorie di una volta. Magari la volta prossima - conto di tornarci - invece dei tonnarelli cacio e pepe, un po' semplicini, ordino la carbonara, di cui ho letto un gran bene.
A proposito: un primo e un secondo vanno sulla ventina di euro.
Trattoria Dell'Omo - via Vicenza, 18 - Roma - tel. 06 490411
[Angelo Peretti]
Se vi prendete una breve vacanza a Monaco di Baviera o se siete là per lavoro, insomma, se a Monaco ci andate per qualunque motivo e avete voglia di mangiare cucina bavarese e bere birra bavarese, be', eccovi qua un consiglio: l'Andechser am Dom, proprio dietro il duomo. Ci sono stato due volte, e mi ci sono trovato un gran bene, e mi sono fatto delle gran mangiate (serali) di salsicciotti artigianali (attenzione, salsicciotti, non würstel) e la notte non ho avuto alcun problema a dormire come un sasso. E poi ci sono piatti a base di carne proveniente da allevamenti selezionati dal proprietario, e devo dire che anche in questo caso la qualità l'ho trovata eccellente.
Il posto è proprio bavarese in tutto, anche nella clientela: di turisti ce ne incrociate davvero pochi. Si mangia, come si usa da quelle parti, a tavoli comuni con altri commensali. Ci sarà chi prende un paio di piatti, chi semplicemente tracannerà qualche birra. In maniera informale, com'è tradizione in Germania, dove non esistono i riti ristorativi italiani.
A consigliarmi il locale è stata una giornalista tedesca, Monika Kellermann, che mi ha anche insegnato un trucco: se hai voglia di bere birra (che qui è buonissima), mai ordinarla media o grande, ma piuttosto chiedere una in fila all'altra due o tre birre piccole. Perché? Per due motivi: il primo è che si scalda meno, ovvio, e il secondo è che è migliore la pressione, o almeno così sono convinti i tedeschi, che hanno anche dato a questa abitudine di andare avanti a birre piccole un nome che non ricordo. Ho provato: cavolo, è proprio vero, o quanto meno questa è la mia impressione.
Insisto: se siete a Monaco, andate. Ma bisogna prenotare, ché lì è sempre strapieno.
Andechser am Dom - Weinstraße 7a - 80333 München - tel. +49 (0)89 24292920

Il vialetto del pane

23 novembre 2013
[Angelo Peretti]
Se vi trovate in zona Parioli, a Roma, nei pressi di piazza Ungheria, sappiate che lì vicino, in viale Liegi, c'è una botteguccia aperta da non molto presso la quale potete risolvere egregiamente un pranzo. Si chiama Il Vialetto del Pane ed è seminascosta dentro al cortiletto di un'abitazione: si fa fatica a scorgerla passando. È una sorta di panetteria piccina picciò che fa però soprattutto pizze - attenzione, mica quelle tonde alla napolentana, bensì quelle romane, tagliate a riquadri e farcite: me ne hanno imbottita una al momento con prosciutto crudo e mozzarella, buonissima -, supllì - spettacolare, per chi ama il piaccente, quello al cacio e pepe - e qualche altra proposta gastronomica del giorno. Un paio di tavolini in cortile.
Gradevole scoperta delle mie frequentazioni romane.
Il Vialetto del Pane - Viale Liegi, 35 - Roma - tel. 06 97602241
[Angelo Peretti]
Era lì, praticamente dietro l'angolo di casa, e non lo conoscevo. Sarà perché in genere da un po' di tempo preferisco cercare i luoghi della cucina di territorio, e questo ristorante, il Quanto Basta, a Sirmione, non fa piatti territoriali. Però mi era proprio sfuggito, e ora sono contento di esserci incappato. Minimalista nell'impostazione e anche abbastanza informale, propone una cucina che loro, i due gestori, italiani entrambi (lei Silvia, in sala, è ligure, lui, Matteo, il cuoco, non ricordo di dove sia originario) ma conosciutisi negli Stati Uniti (guarda te i casi della vita) definiscono "mediterranea". In realtà, c'è soprattutto misurata, calibrata fantasia, applicata a materie prime freschissime. Per esempio, io ho trovato notevole la tartare a coltello di fassone piemontese con foie gras (il fegato grasso sta sopra), ma altrettanto appaganti - e anzi direi perfino di più - erano le linguine con vongole, zucchine e bottarga, e così pure certi sfiziosi mini hamburger con delle patatine fritte a bastoncini fini fini. Insomma: avete capito il genere, credo.
La carta dei vini non è enorme, ma è anche piuttosto personale: insieme a certe etichette magari un po' più convenzionali ci si possono trovare cose di ricerca sia italiane che estere (a Silvia, per esempio, piace il Riesling, ergo ci trovate un po' di Germania, un po' di Austria, un po' di Alsazia).
Un paio di bei piatti e una buona bottiglia in due portano il conto sui 40-45 euro, ma garantisco che un paio di piatti saziano.
Spero di tornare.
Lo trovate appena oltre la complessa rotonda (rotonda?) che dalla strada Gardesana porta in centro a Sirmione.
Quanto Basta Ristorante - Via Colombare, 96 - Sirmione (Brescia) - tel. 030 9905037

Michelin, le nuove stelle

5 novembre 2013
[Angelo Peretti]
Ci vuole coraggio, oggi, a fare il ristoratore. Ci vuole coraggio perché i tempi sono quel che sono, di soldi in giro ce ne sono pochi, e dunque la gente ha tagliato le spese superflue, e molte volte la spesa superflua che si taglia per prima è la cena al ristorante. Ci vuole coraggio perché in troppi si improvvisano critici, e ti sbattono in faccia giudizi sprezzanti sul web, e magari qualche volta ti ricattano pure, ché se non gli fai lo sconto ti minacciano di farti una recensione negativa. Però c'è chi ci crede e va avanti, nonostante tutto, e si impegna, e ogni tanto ha qualche bella soddisfazione. Come quella di ricevere la stella Michelin, che per un ristoratore ed un cuoco è qualcosa di speciale, perché, capiamoci, la guida rossa è sempre la guida rossa, e la stella è la stella.
E allora, per dare idealmente una stretta di mano alla categoria, pubblico l'elenco delle nuove stelle Michelin dell'edizione 2014 della rossa. Dalla Val d'Aosta alla Sardegna: prima il nome del ristorante, poi quello dello chef, poi la collocazione geografica.
Bravi tutti.
Petit Royal – Maura Gosio – Courmayeur – Valle d’Aosta
I Caffi – Bruna Cane – Acqui Terme - Piemonte
Il Portale – Massimiliano Celeste – Verbania - Piemonte
Dac a Tra – Stefano Binda – Castello di Brianza - Lombardia
La Presef – Gianni Tarabini – Mantello - Lombardia
L’ Chimpl – Stefano Ghetta – Vigo di Fassa - Trentino
Dolomieu – Enrico Croatti – Madonna di Campiglio - Trentino
Maso Franch – Diego Rigotti – Giovo - Trentino
Alpes – Egon Heiss – Sarentino – Alto Adige
Tilia – Chris Oberhammer – Dobbiaco – Alto Adige
Il Ridotto – Gianni Bonaccorsi – Venezia - Veneto
Met – Luca Veritti – Venezia - Veneto
San Martino – Raffaele Ros – Scorzè - Veneto
Spinechile Resort – Corrado Fasolato – Schio - Veneto
Oseleta – Giuseppe D’Aquino – Cavaion Veronese - Veneto
La Buca – Gregorio Grippo – Cesenatico – Emilia Romagna
La Zanzara –Sauro Bison – Codigoro – Emilia Romagna
Inkiostro – Franco Madama – Parma – Emilia Romagna
Locanda dell’Angelo – Massimiliano Torterolo – Millesimo - Liguria
Castello di Fighine – Antonio Strammiello – San Casciano dei Bagni - Toscana
Antonello Colonna Labico – Fabrizio Di Romualdo – Labico - Lazio
Kresios – Giuseppe Iannotti – Telese Terme - Campania
Terrazza Bosquet – Luigi Tramontano – Sorrento - Campania
Frankrizzuti – Frank Rizzuti – Potenza - Basilicata
Angelo Sabatelli – Angelo Sabatelli – Monopoli - Puglia
Pashà – Maria Cicorella – Conversano - Puglia
Umami – Felice Sgarra – Andria - Puglia
Antonio Abbruzzino – Antonio Abbruzzino – Catanzaro - Calabria
Belvedere – Antonello Arrus – Santa Margherita di Pula - Sardegna
[Angelo Peretti]
Ora, lasciatemi dire che sono contento. Perché sul "mio" lago di Garda è arrivata una nuova stella Michelin. L'ha ottenuta Giuseppe D'Aquino al ristorante Oseleta del Wine Relais Villa Cordevigo di Cavaion Veronese. Giuseppe è campano, napoletano. Ha portato dalle mie parti i sapori del Sud. Fa una cucina che sa di sole, e non è poco.
Di recente ho realizzato con lui, a firma InternetGourmet, alcune serate all'Oseleta, mettendo accanto alla sua cucina vini e birre. Mi sono divertito, ci siamo divertiti. Bene, ora gli faccio i miei complimenti e, credo, anche i complimenti di chi legge quest'InternetGourmet. E complimenti anche a tutte le nuove stelle del firmamento della guida rossa.
A proposito, altra bella notizia per il Garda: il Villa Feltrinelli è salito a due stelle.