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[Mario Plazio]
Fatelo assaggiare a chi dice che i vini biodinamici sono per forza ossidati, puzzoni e difettosi. Sicuramente Riesling per le evidenti note di petrolio, poi entrano gli aromi tropicali, di pesca gialla e fumé. Il Riesling è quello alsaziano del Grand Cru Kirchberg de Barr del Domaine Stoeffler. Questo 2006 sembra più una vendemmia tardiva che un vino “normale” e ce lo conferma la leggera dolcezza che subentra a metà palato. Rimane però equilibrato e gradevole, carnoso ed alcolico con un ritorno amarognolo davvero piacevole. Preferisco però i vini più secchi ed eleganti.
Alsace Grand Cru Riesling Kirchberg de Barr 2006 Domaine Stoeffler
2+ faccini :-) :-)
[Mario Plazio]
Un Domaine anomalo quello di Gérard et Bruno Schueller. Biodinamici, ma senza certificazione. Poco o per niente interventisti in cantina, dove lo zolfo non viene quasi per nulla usato. Talvolta qualche bottiglia è al limite del tollerabile, ma il tempo rende giustizia anche alle cose più strane (e ne ho provate molte). Effetto paradossale del tempo e dell’ossigeno, che, contro ogni logica, compiono una operazione di pulizia nei confronti gli odori più viscerali, ribaltando completamente bottiglie che alla loro nascita sembravano già ossidate. Il posto giusto per rimettere in discussione tanti preconcetti.
Sia chiaro: questo Riesling 2004 H (dovrebbe essere un Grand Cru Pfersigberg non rivendicato) è un vino fantastico. Pulitissimo, elegante, fine, preciso e chirurgico. Asciutto e lungo senza nessuna dolcezza. Leggiadro, uno dei più vicini ai Riesling tedeschi della Mosella che mi sia capitato di provare in Francia. Grandi aromi di anice, cardamomo e petrolio. Perfetto.
Alsace Riesling H 2004 Gérard et Bruno Schueller
Tre faccini :-) :-) :-)
[Mario Plazio]
Un piccolo produttore in ascesa. Tutta la complessità di uno chardonnay maturo e compiuto. Fresche note di brioche, spezie e frutta. Soprattutto un palato godibile come solo i grandi Champagne sono in grado di fare. Una bolla fine, una struttura sostenuta e vivace, una eccellente pulizia e una materia di prim'ordine.
Peccato che i prezzi di questa maison stiano galoppando.
Champagne Blanc de Blancs Grand Cru 2000 J. L. Vergnon
Due faccini e mezzo :-) :-)

Un rosso della Valle d'Agno

15 settembre 2013
[Mario Plazio]
Masari nasce dall’unione di Arianna Tessari e Massimo Dal lago. La prima appartiene alla famiglia che possiede a Soave l’azienda Suavia, mentre il secondo si è fatto le ossa come enologo di Maculan. Il coraggio non manca, non è da tutti rimettersi in gioco in una zona del tutto sconosciuta e pertanto priva di appeal. Il tempo ha dato loro ragione, con vini di carattere e stilizzati. Tra i rossi il Masari è il vino di punta. Un classico taglio bordolese con prevalenza di cabernet sauvignon. È proprio questo che conferisce austerità all’insieme, quella nota verticale che nei vini giovani è quasi scontrosa, mentre in quelli più maturi porta ad affascinanti complessità che tanto piacciono agli appassionati.
Il 2006 è un vino speziato e minerale, ancora giovane. Su tutto le classiche, per il Masari, note di bacche selvatiche. Peccato che il legno ne intralci in parte la progressione, sarebbe stato ancora migliore senza le note tostate e vanigliate. Un bel vino, comunque.
Valle d’Agno Masari Rosso 2006 Masari
2+ faccini :-) :-)

Conoscete l'Auxerrois?

8 settembre 2013
[Mario Plazio]
Una bottiglia deliziosa, un Auxerrois alsaziano. Un vigneto poco "nobile" e abbastanza snobbato da vignaioli e pubblico. Nelle mani di un grande produttore diventa un nettare di marcato carattere e degno di abbinamenti di alto livello. Il tempo lo ha reso complesso senza intaccarne il delizioso profilo. Gli aromi vanno dalla cannella al tartufo bianco, conditi da un tocco di frutta esotica e di cachi vaniglia. Al palato non ha una grande potenza, ma resta soave per il lieve residuo zuccherino che si fonde con una acidità ben calibrata e non troppo elevata. La nota di zafferano finale è tra le più nette e pulite che mi sia capitato di sentire in un vino. Gode di un equilibrio tutto suo e a me è piaciuto tantissimo. Trascende le potenzialità del vitigno. Dal produttore costa anche poco…
Alsace Auxerrois K 2002 Kientzler
2 faccini e mezzo :-) :-)
[Mario Plazio]
Non so se vi è mai capitato di aprire una bottiglia per sbaglio. Ecco, a me è successo proprio con questo riesling della Rheingau del millesimo 2009. Lo avevo collocato in una posizione nella quale solitamente parcheggio i vini da bere rapidamente. Invece a ma i riesling piacciono vecchi, o quantomeno piuttosto evoluti. Alla fine non mi sono pentito per nulla dello sbaglio. La bottiglia è stata bevuta come fosse acqua minerale. Forse, anzi sicuramente, sarebbe stata eccellente tra 10 anni. Ma ci siamo (eravamo a cena con amici) divertiti comunque a berlo, infischiandoci di tutte le congetture che ci saremmo potuti immaginare sul futuro del liquido teutonico.
Pulito e delicato, velatamente minerale, si è fatto apprezzare per la notevole armonia e la beva molto dinamica. Totalmente secco, mi è sembrato tra i più facili da abbinare tra i riesling tedeschi, sicuramente più versatile di un "collega" della Mosella. Un pizzico però meno geniale.
Rheingau Riesling Erstes Gewächs Trocken 2009 Schloss Johannisberg
2 faccini e mezzo :-) :-)